La Storia dei Sagna
Grottaferrata, anni ’30
È il 1936. Grottaferrata appare ancora come un borgo immerso nella campagna, dove il silenzio dei campi è interrotto solo dal fruscio degli ulivi e dal lavoro nei vigneti.
Nella veduta aerea di quegli anni, la Tenuta Sagna si distingue come un’ampia distesa di terra delimitata da muretti in pietra, completamente circondata dal verde. Sul terreno, ancora privo della villa, si nota soltanto un vecchio rudere situato lungo la Via Anagnina, dall’altro lato della strada.
Fu in questo scenario rurale che il Commendatore Angelo Sagna scelse di dar vita al suo sogno: edificare una residenza elegante, capace di integrarsi con l’ambiente e di valorizzare la vocazione agricola della zona.
La posizione era strategica: a pochi chilometri da Roma, ma abbastanza distante da preservare la quiete e offrire una vista privilegiata sui Castelli Romani e sulla città eterna.
Il terreno, fertile e soleggiato, ospitava già filari di viti e uliveti secolari. Sarebbero stati proprio questi elementi, insieme alla sapiente mano dell’architettura dell’epoca, a definire l’anima di quella che sarebbe diventata Villa Sagna.
La Costruzione – 1937-1939
Tra il 1937 e il 1939 il sogno di Angelo Sagna prese forma.
Il terreno, fino ad allora coltivato ad ulivi e vigne, divenne un cantiere vivace, dove maestranze specializzate lavoravano senza sosta per dar vita a una dimora solida e raffinata.
Nella foto storica la villa appare ancora in mattoni grezzi, avvolta da ponteggi in legno, mentre il giardino inizia a delinearsi attorno agli alberi secolari preservati con cura.
Fin dall’inizio, ogni dettaglio fu pensato per fondere eleganza architettonica e armonia con il paesaggio, ponendo le basi di quella che sarebbe divenuta una delle residenze più rappresentative di Grottaferrata.
Le immagini raccontano un momento speciale: la villa è ormai in piedi, ma ancora avvolta dall’atmosfera del cantiere. Le pareti fresche di intonaco, i terreni circostanti spogli e l’assenza di arredi testimoniano che manca ancora alla conclusione dei lavori.
In una di queste giornate, Angelo Sagna, futuro padrone di casa, visita la proprietà per seguirne da vicino la realizzazione. È ritratto in un momento di convivialità, circondato da amici e familiari, mentre la nuova dimora prende forma dietro di lui.
Poco distante, l’elegante automobile d’epoca parcheggiata accanto alla facciata anticipa lo stile e il prestigio che la villa avrebbe incarnato negli anni a venire.
Con la conclusione della struttura principale, l’attenzione si spostò sulla cura degli spazi esterni. Le fotografie mostrano il viale d’ingresso, fiancheggiato da giovani pini allineati, il lungo viale centrale che conduce alla villa e l’ampia terrazza adornata da statue, simbolo dell’eleganza e della ricercatezza che avrebbero caratterizzato la dimora. La Tenuta Sagna iniziava così a prendere la sua forma definitiva, unendo architettura e paesaggio in un insieme armonioso.
Il viale, appena tracciato e già fiero della sua doppia fila di giovani pini, accoglieva i visitatori con la promessa di una dimora signorile. La ghiaia scricchiolava sotto i passi, accompagnando lo sguardo verso la villa che si stagliava chiara, ancora fresca di lavori, sulle alture di Grottaferrata.
Sulle terrazze, statue silenziose vegliavano sul paesaggio, mentre i filari di vite, ordinati con cura, disegnavano un tappeto verde che scendeva verso il gazebo in muratura, rifugio ombreggiato nelle calde giornate estive. Tutto, dai giardini alle architetture, parlava di un progetto pensato per fondere la bellezza della campagna con l’eleganza di una residenza di prestigio.
IL Gazebo in muratura
Nel cuore dei giardini di Villa Sagna, tra filari di vite e il profumo della campagna di Grottaferrata, sorgeva un elegante gazebo in muratura di circa 12 metri per 4. Costruito negli anni ’30, fu voluto da Angelo Sagna come luogo di convivialità e svago, ideale per pranzi domenicali, cene estive e lunghe conversazioni al riparo dal sole. Le colonne, ornate da rampicanti, e il tetto in coppi creavano un’atmosfera armoniosa, mentre lo sguardo si perdeva tra i vigneti e la vista aperta verso la campagna romana.
Se in quegli anni era il cuore della vita familiare, negli anni a venire avrebbe accolto anche incontri politici e momenti di confronto tra personalità di spicco, trasformandosi in uno spazio dove l’arte di vivere si intrecciava con la storia e la vita pubblica del Paese.
La Villa prende forma
Il cancello di Villa Sagna, con i suoi stemmi dell’Ordine di Malta ben visibili sui battenti, testimonia un capitolo cruciale della sua storia. Durante il secondo conflitto mondiale, la villa era stata requisita dalle truppe tedesche come comando secondario, legato al quartier generale di Frascati.
Fu l’intervento deciso e autorevole dell’Ordine di Malta a porre fine all’occupazione, ottenendo la liberazione dell’edificio e il suo ritorno al legittimo proprietario, Angelo Sagna. Grazie al prestigio e all’influenza dell’Ordine, la tenuta ottenne lo status di extraterritorialità, diventando un’area protetta in pieno periodo bellico.
Angelo Sagna, riconoscente, aprì le porte della villa alla comunità di Grottaferrata, trasformandola in centro di smistamento di generi di prima necessità – farina, grano, zucchero – offrendo così sostegno concreto e speranza a una popolazione provata dalla guerra.
Si narra che, al momento del rientro, la villa fosse originariamente circondata da eleganti sedie in ferro battuto, misteriosamente scomparse durante l’occupazione. Qualche settimana dopo, la signora Piera Sagna le riconobbe, accantonate dietro una siepe nella proprietà di un “vicino”. Eppure, nell’immensa generosità che li contraddistingueva, i coniugi Sagna scelsero di non reclamare nulla, preferendo voltare pagina senza rancore.
I cancelli della Villa
Grazie al padre di Piera, abile fabbro, tutti i cancelli della villa furono realizzati secondo la più autentica tradizione artigianale: ferro battuto forgiato a mano, senza saldature. Un’opera di precisione e bellezza destinata a durare nel tempo, che ancora oggi si può ammirare in ogni accesso della proprietà. Questi cancelli, oltre a proteggere, incarnano lo stile e la cura con cui la dimora fu concepita, diventando parte integrante dell’identità di Villa Sagna.
L'ingresso Principale, I tre cambiamenti
L’accesso originario alla villa era segnato da un cancello in ferro battuto, realizzato interamente a mano senza saldature grazie alla maestria del padre di Piera. I robusti pilastri in peperino, ricavati dalle cave di Marino, incorniciavano l’ingresso e conferivano solidità ed eleganza. Oggi questo cancello si trova all’ingresso dell’ex ristorante Villa Alta.
In un successivo intervento, l’ingresso venne sostituito da un cancello proveniente da via Paisiello, a Roma, accompagnato da una raffinata recinzione in ferro battuto. L’immagine restituisce un’atmosfera d’altri tempi, con la via Anagnina sullo sfondo ancora in terra battuta, testimonianza di un’area dal forte carattere rurale.
L’ingresso, nella forma che è giunta fino ai giorni nostri, presenta un varco più ampio e accogliente, con pavimentazione in pietra a motivi geometrici che accompagna lo sguardo verso la villa. I cancelli in ferro battuto provenienti da via Paisiello conservano intatta la loro eleganza, mentre i pilastri in peperino delle cave di Marino, rimasti invariati negli anni, continuano a custodire l’accesso. La recinzione in ferro, armonizzata con il verde circostante, completa un insieme che unisce memoria storica e funzionalità moderna.
Via Paisiello -Roma
Le immagini ritraggono il magnifico edificio di Via Pasiello, nel cuore dei Parioli, esempio di eleganza architettonica d’inizio Novecento. L’ultimo piano ospitava gli uffici di Sagna, condividendo lo stabile con il suo grande amico Elmi, legato a lui da un rapporto di profonda stima.
In realtà, Villa Sagna a Grottaferrata era stata concepita come residenza estiva: fino agli anni ’60, l’abitazione principale della famiglia rimase proprio in Via Pasiello, per poi trasferirsi in Via Colli della Farnesina. Quando Sagna lasciò il palazzo, fece trasferire parte dei cancelli in ferro battuto a Grottaferrata, dove tuttora arricchiscono la proprietà, mentre un’altra parte è ancora presente a Via Pasiello. Un pezzo di Villa Sagna ai Parioli.
I giardini
I giardini di Villa Sagna erano un invito a rallentare. Tra vialetti ombreggiati e scorci silenziosi, la vegetazione disegnava spazi intimi e zone più ampie dove respirare a pieni polmoni. Alberi maturi e macchie verdi creavano un’atmosfera fresca anche nelle giornate estive, mentre la luce filtrava tra le fronde regalando un continuo gioco di chiaroscuri.
Qui il tempo scorreva con naturalezza: un angolo per leggere, una panchina per una conversazione, una passeggiata lenta prima di cena. Era un ambiente curato ma autentico, dove la bellezza non veniva “costruita”, bensì nasceva dalla storia del luogo e dalla sua tranquillità.
Che fosse per un momento di quiete o per vivere la villa all’aperto, i giardini rimanevano parte essenziale dell’esperienza: discreti, accoglienti, e sempre piacevoli da attraversare.